Mosaico Romano
 
Poco al di sotto di Via Canoniche si conservano i resti di un edificio della Treviso tardoantica. Si tratta di un ambiente circolare di circa 10 metri di diametro, cinto da sette esedre larghe circa 4,5 metri e profonde 4 metri. Al centro di questa sala circolare sono i resti di una probabile vasca in lastre marmoree.
Il tracciato planimetrico dell’edificio non è completo e non è quindi possibile sapere né dove né come fosse sistemato l’ingresso. Tanto l’ambiente centrale che le esedre erano pavimentate a mosaico, di cui rimangono oggi a vista ampi lacerti.
Il mosaico si articola in tre fasce concentriche: esterna, intermedia e interna. La fascia esterna rappresenta coppie di delfini con le code intrecciate a un tridente, ritmate da un motivo stilizzato che forse vuole rappresentare una conchiglia attorta. Nella zona intermedia, che è la più vasta, si snodano tralci di vite con uccelli e amorini occupati nella raccolta dell’uva e con una testa femminile che rappresenta certamente una stagione, probabilmente l’autunno. La fascia interna, infine, è ornata di pesci e conchiglie.
L’articolazione planimetrica e la decorazione musiva hanno suggerito una datazione dell’edificio alla prima metà del IV sec. d.C. e una sua interpretazione come primitiva aula battesimale trevigiana; per altri autori non è tuttavia escluso che l’impianto sia riferibile a un complesso residenziale urbano di proprietà aristocratica, solo successivamente trasformato in battistero.